Giulia Tramis: quando la cucina è un “affare di famiglia”

Giulia Tramis, 24 anni,  viene da Lizzanello in provincia di Lecce, un borgo nel cuore del Salento, regione tra le più amate dai turisti di tutto il mondo.

Laureatasi nel marzo 2016 con una tesi sulla Xylella, il batterio che ha colpito drammaticamente larga parte degli alberi di ulivo pugliesi, Giulia è tornata nella sua terra natale e lavora oggi nel ristorante Lilith, attività di famiglia che coinvolge la dinastia femminile a partire dalla nonna Carmela (ma che vede all’opera anche il padre Claudio e il fidanzato Matteo).

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Avere le mani in pasta, per i Tramis, è evidentemente un “vizio” di famiglia.

Racconta infatti Giulia: “Il Lilith è nato nel 2003 dopo un’esperienza di gestione di un ristorante nella stagione estiva da parte della mia famiglia. I miei  genitori sono sempre stati appassionati di gastronomia, tant’è che prima del ristorante, avevano un panificio-gastronomia dove si preparava davvero di tutto, dal pane cotto a legna, ai ‘pizzi’ leccesi, alle focacce di patate, ai ‘rustici’ e ai dolci.  Da quell’esperienza nacque il Ristorante Lilith. I miei genitori decisero di aprire un ristorante nel centro storico di Lecce, dove iniziammo a collaborare tutti: io, mia sorella e addirittura mia nonna. All’epoca, appena decenne, già mi dilettavo nel servizio ai tavoli e aiutando papà nella gestione del ristorante. Sono passati ben 14 anni e il nostro ristorante, dopo vari spostamenti, da un anno ha trovato la sua sede nella Masseria Copertini, una tenuta dell’Ottocento, recentemente ristrutturata, a Copertino, a soli 10 minuti da Lecce. Quest’anno per noi è stato molto significativo perché siamo stati inseriti nella guida Osterie d’Italia 2017 e abbiamo ricevuto la ‘chiocciola’. Un riconoscimento che conferma i nostro obiettivi: ovvero far sentire i nostri ospiti parte della nostra famiglia, far scoprire loro sapori vecchi e nuovi della nostra terra, utilizzando solo materie prime stagionali e fresche che provengono da piccoli produttori locali o dalla nostra produzione sugli appezzamenti intorno alla Masseria che coltiviamo personalmente“.

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La passione per la cucina, però, non è solo un marchio familiare.

Da qualche tempo al nostro ‘clan’ si è aggiunto Matteo, mio attuale fidanzato, diplomato alla  Scuola di Cucina Italiana ALMA nel 2012, con il quale non solo stiamo cercando di ‘ringiovanire’ la nostra cucina, ma anche di portare avanti una nuova iniziativa – aggiunge Giulia – che è quella del servizio catering. Ovviamente non abbiamo pensato ad un catering tradizionale,  ma ad un servizio che porti direttamente a casa delle persone i sapori tradizionali salentini, rivisitati secondo il nostro stile e le nostre nuove idee, data la nostra giovane età: io ho 24 anni e Matteo 25. L’obiettivo è lo stesso del ristorante: piatti creati con materie prime locali, stagionali o, se vogliamo dirla alla Slow Food, buone, pulite e giuste“.

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Quali sono i compiti oggi di Giulia la gastronoma all’interno di Lilith?

Come ti dicevo, l’attività esiste da ben 14 anni ed io mi ricordo che sin da piccola collaboravo. Dopo la mia laurea a Pollenzo, i miei compiti sono cresciuti ed io stessa sono diventata più cosciente del mio ruolo nell’azienda. Sto cercando di imparare da mio padre il ruolo di un buon ‘oste”, quindi non mi occupo solo del servizio ai tavoli, ma pure di tutto quello che c’è dietro: spesa quotidiana, selezione delle materie prime, menù e gestione“.

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Viene naturale chiederle dunque se l’idea di studiare Scienze Gastronomiche fosse nata con l’obiettivo di acquisire maggiori competenze per rientrare alla base e operare nell’attività di famiglia.

Quando sono partita per Pollenzo non avevo minimamente l’intenzione di tornare giù – spiega Giulia – Con il passare del tempo, invece, ho capito che il mio posto era nel Salento, una terra molto forte dal punto di vista dell’enogastronomia e del turismo, ma anche molto debole perchè noi salentini non ci ‘sappiamo vendere’ bene. Quindi, durante questi anni all’UNISG, ho capito che ci voleva una figura più competente e soprattutto giovane per diffondere e difendere tutte le ricchezze che la mia terra ha da offrire. Inoltre, Pollenzo è stata la mia prima esperienza lontana da casa ed è stata fondamentale e necessaria dal punto di vista culturale. Le mie conoscenze in campo enogastronomico si sono arricchite profondamente, ma soprattutto ho attraversato un cambiamento dal punto di vista personale, durante questi tre anni sono maturata molto e ho superato alcune mie debolezze come l’approccio con le persone (ero molto timida) e la mia difficoltà ad ambientarmi“.

Salento-Pollenzo andata e ritorno: questa è la storia di Giulia, un riuscito ritorno alla propria terra con una nuova concezione di sviluppo gastronomico.


www.ristorantelilith.it